Carlo Goldoni
La bottega del caffè

ATTO TERZO

Scena Diciannovesima. Don Marzio, poi Leandro e Placida

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Scena Diciannovesima. Don Marzio, poi Leandro e Placida

 

DON MARZIO Io so perché Eugenio è tornato in pace con sua moglie. Egli è fallito, e non ha più da vivere. La moglie è giovine, e bella... Non l'ha pensata male, e Ridolfo gli farà il mezzano.

LEANDRO (uscendo dal barbiere) Andiamo dunque alla locanda a prendere il vostro piccolo bagaglio.

PLACIDA Caro marito, avete avuto tanto cuore di abbandonarmi?

LEANDRO Via non ne parliamo più. Vi prometto di cambiare vita.

PLACIDA Lo voglia il cielo. (s'avvicina alla locanda)

DON MARZIO (a Leandro burlandolo) Servo di vosustrissima, signor Conte.

LEANDRO Riverisco il signor protettore, il signor buona lingua.

DON MARZIO (a Placida deridendola) M'inchino alla signora contessa.

PLACIDA Serva, signor cavaliere delle castagne secche. (entra in locanda con Leandro)

DON MARZIO Anderanno tutti e due in pellegrinaggio a battere la birba. Tutta la loro entrata consiste in un mazzo di carte.

 


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