Carlo Goldoni
Il bugiardo

ATTO PRIMO

Scena Sedicesima. Pantalone e il Dottore

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Scena Sedicesima. Pantalone e il Dottore

 

Una gondola condotta da due barcajuoli, dalla quale sbarcano Pantalone e il Dottore, vestiti da campagna.

 

DOTT. Grazie al cielo, siamo arrivati felicemente.

PAN. Dalla Mira a Venezia no se pol vegnir più presto de quel che semo vegnui.5

DOTT. Questo per me è stato un viaggio felicissimo. In primo luogo sono stato a Padova, dove in tre consulti ho guadagnato dieci zecchini. Questa notte sono stato in casa vostra trattato in Apolline, e poi soprattutto il matrimonio che abbiamo concluso fra il signor Lelio, vostro figlio, e Rosaura, mia figlia, mi colma d'allegrezza e di consolazione.

PAN. tanti anni che semo amici, ho gusto che deventemo parenti.

DOTT. Quando credete che vostro figlio possa arrivare in Venezia?

PAN. Coll'ultima lettera che el m'ha scritto da Roma el me dise che el parte subito. Ancuo o doman l'averave da esser qua.

DOTT. Ditemi, caro amico, è poi un giovane ben fatto? Forte, prosperoso? Mia figlia sarà in grado di esser contenta?

PAN. Mi veramente vinti anni che no lo vedo. De dies'anni l'ho mandà a Napoli da un mio fradello, col qual negozievimo insieme.

DOTT. Se lo vedeste, non lo conoscereste?

PAN. Siguro, perché el andà via putello. Ma per le relazion ch'ho avude de elo, l'è un zovene de proposito, de bona presenza e de spirito.

DOTT. Ho piacere. Tanto più mia figlia sarà contenta.

PAN. assae che no l'abbiè maridada avanti d'adesso.

DOTT. Vi dirò la verità. Ho in casa uno scolaro del mio paese, un certo signor Florindo, giovine di buona casa e d'ottimi costumi. Io ho sempre desiderato di darla a lui per moglie, ma finalmente mi sono assicurato ch'è contrarissimo al matrimonio e nemico del sesso femminino, onde ho risoluto di collocarla in qualch'altra casa. Fortunatamente son venuto da voi, e in quattro parole abbiamo concluso il miglior negozio di questo mondo.

PAN. E siora Beatrice la voleu maridar?

DOTT. Ora che marito Rosaura, se posso, voglio spicciarmi anche di lei.

PAN. Farè ben. Le putte in casa, specialmente co no gh'è la madre, no le sta ben.

DOTT. Vi è un certo Ottavio, cavalier padovano, che la prenderebbe, ma sin ad ora non ho voluto che la maggiore restasse indietro. Ora può darsi che gliela dia.

PAN. Sior Ottavio lo cognosso; cognosso so sior pare e tutta la so casa. Dèghela, che fe un bon negozio.

DOTT. Tanto più gliela darò, perché voi mi date questo consiglio. Signor Pantalone, vi ringrazio d'avermi fatto condurre sin qui dalla vostra gondola. Vado in casa, vado a principiare il discorso a tutt'e due le mie figlie, ma specialmente a Rosaura, che, se non m'inganno, parmi di vedere in quegli occhi una grand'inclinazione al matrimonio. (apre la porta, ed entra in casa)

 

 

 





p. -
5 Il linguaggio di Pantalone è tutto veneziano.



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