Carlo Goldoni
Il bugiardo

ATTO SECONDO

Scena Diciottesima. Ottavio e detti

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Scena Diciottesima. Ottavio e detti

 

OTT. (a Lelio) Di voi andava in traccia. Mi avete a render conto delle imposture inventate contro il decoro delle figlie del signor Dottore. Se siete uomo d'onore, ponete mano alla spada.

DOTT. Come? Al signor marchese?

OTT. Che marchese! Questi è Lelio, figlio del signor Pantalone.

DOTT. Oh diavolo, cosa sento!

LEL. Chiunque mi sia, avrò spirito bastante per rintuzzare la vostra baldanza. (mette mano alla spada)

OTT. Venite, se avete cuore. (mette mano egli ancora)

DOTT. (Entra in mezzo) Alto, alto, fermatevi, signor Ottavio, non voglio certamente. Perché vi volete battere con questo bugiardaccio? (ad Ottavio) Andiamo, venite con me.

OTT. Lasciatemi, ve ne prego.

DOTT. Non voglio, non voglio assolutamente. Se vi preme mia figlia, venite meco.

OTT. Mi conviene obbedirvi. (a Lelio) Ad altro tempo ci rivedremo.

LEL. In ogni tempo saprò darvi soddisfazione.

DOTT. Bello il signor marchese! Il signor napoletano! Cavaliere! titolato! Cabalone, impostore, bugiardo. (parte con Ottavio)

 

 


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