Carlo Goldoni
Il bugiardo

ATTO SECONDO

Scena Ventunesima. Lelio solo

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Scena Ventunesima. Lelio solo

 

Non può passare per spiritoso, chi non ha il buon gusto dell'inventare. Quel sonetto però mi ha posto in un grande impegno. Potea dir peggio? Io non son cavaliertitolato, Né ricchezze o tesori aver mi vanto! E poi nacqui in Lombardia sott'altro cielo! Mi ha preso per l'appunto di mira quest'incognito mio rivale, ma il mio spirito, la mia destrezza, la mia prontezza d'ingegno supera ogni strana avventura. Quando faccio il mio testamento, voglio ordinare che sulla lapide mia sepolcrale sieno incisi questi versi:

 

Qui giace Lelio, per voler del Fato,

Che per piantar carote a prima vista

Ne sapeva assai più d'un avvocato

E ne inventava più d'un novellista:

Ancorché morto, in questa tomba il vedi,

Fai molto, passeggier, se morto il credi. (parte)

 

 

Fine dell'Atto secondo.



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