Carlo Goldoni
Il buon compatriotto

ATTO SECONDO

SCENA PRIMA   Camera di Costanza.   Costanza e Ridolfo.

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ATTO SECONDO

 

 

 

SCENA PRIMA

 

Camera di Costanza.

 

Costanza e Ridolfo.

 

COST. Eh via, caro sior Ridolfo, no la se staga a far da la villa.

RID. V'assicuro, signora, che io non so di che mi parlate.

COST. Nol cognosse siora Bettina?

RID. Io non conosco la signora Bettina.

COST. Nol s'arecorda più a Livorno?

RID. Sono stato a Livorno, ma non ho mai sentito a mentovare la signora Bettina.

COST. Siora Betta gnanca?

RID. Nemmeno.

COST. Siora Isabetta?

RID. Oh Isabetta! Vorreste forse dire Isabella?

COST. Isabella, o Isabrutta, la cognósselo?

RID. Ho conosciuto a Livorno una signora che si chiamava Isabella.

COST. Veneziana?

RID. Sì, veneziana, ma che parlava toscano.

COST. Ghe piasévela?

RID. Così e così: passabilmente.

COST. Gh'alo fatto l'amor?

RID. Perché mi fate tutte queste interrogazioni?

COST. Che el me responda a mi. Gh'alo fatto l'amor?

RID. Sono cose passate, sono cose lontane. Ora ho i miei affetti tutti impiegati per voi.

COST. Ma se vegnisse a Venezia siora Bettina?

RID. Che importa a me della signora Bettina? Venezia è grande, potrebbe darsi che ella non sapesse di me, e che io non sapessi di lei.

COST. Ma se ghe fusse qualche impegno, bisognerave che i se trovasse.

RID. (Non so che cosa sappia costei. Mi mette in sospetto)

COST. (El se immutisce. Cattivo segno).

RID. La conoscete voi questa signora Isabella?

COST. Sior sì, per obbedirla. La cognosso, la xe mia amiga, e no xe mezz'ora che ho parlà con ela.

RID. È in Venezia la signora Isabella? (con ammirazione)

COST. La signora Isabella è in Venezia. (con caricatura)

RID. (Questo vuol essere per me un imbroglio).

COST. Vorla andarghe a far una visita?

RID. Io non ne ho nessuna premura.

COST. E sì la lo aspetta con tanto de cuor.

RID. (La vedrei anch'io volontieri. Ma sarà meco in collera con ragione).

COST. Se la vol andar, mi gh'insegnerò dove che la sta.

RID. E dove abita la signora Isabella?

COST. L'abita in calle dell'orso che ve spùlesa, al ponte del diavolo che ve porta.

RID. Signora, io non so perché vi adirate.

COST. Eh patron caro, questo no xe gnente: no la sa chi sia, no la me cognosse gnancora. Vegnir in casa de una dona civil, de una vedua da ben, onorata, farme delle mignognole per tirarme zoso, prometterme de sposarme, e aver impegno e aver obligazion con un'altra? Xelo questo el trattar? Questo el proceder da cavalier? El xe un trattar da poco de bon, el xe un proceder da farabutto, e cospetto de diana, me farò far giustizia.

RID. (È una bestia costei). Cara signora Costanza, acchetatevi, ascoltatemi. Chi vi ha detto ch'io abbia alcun impegno colla signora Isabella?

COST. La me l'ha ditto ela, patron.

RID. Non è vero; v'assicuro che non è vero. L'ho conosciuta, ho trattato con lei, ma con indifferenza, senz'attacco del cuore, e molto meno della mia parola.

COST. (No so se gh'abbia da creder. Ma col tempo vegnirò in chiaro).

RID. (Convien ch'io dica così, altrimenti costei mi precipita).

COST. La senta, signor, voggio anca crederghe per un pochetto. No credo mai che una persona civil sia capace de trattar malamente, e de inganar una dona. Ma se el me burla, se el me minchiona, poveretto elo. Alo mai provà che bestia che xe una dona co la xe in collera? Me védelo? Mi gh'el farò provar.

RID. Ma cara signora Costanza, lo sapete pure che voi siete l'idolo mio.

COST. Me vorlo ben?

RID. Vi amo con tutto il cuore.

COST. Me sposeralo?

RID. Sicuramente.

COST. Ma quando?

RID. Prestissimo.

COST. La senta, se poderave mandar a chiamar... Oh sia malignazo: vien zente. A st'ora chi mai me vien a secar?

RID. Fate gli affari vostri. Frattanto andrò di sopra nella mia camera, a scrivere una lettera per un affar che mi preme.

COST. Sior sì, che el vaga, e co l'ha scritto, ch'el vegna da basso, che finirò de dirghe quel che voleva dir. (si accosta alla scena)

RID. Vi ascolterò con piacere, e con desiderio grandissimo di soddisfarvi. Or ora sono da voi. (Manderò il servitore a far diligenza, per rinvenire dove abita la signora Isabella. Ora ch'ella è qui con suo padre, se avesse una buona dote, la sposerei mille volte più volontieri di questa vedova). (parte)

 

 

 


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