Carlo Goldoni
Chi la fa l'aspetta

ATTO TERZO

SCENA OTTAVA   Cattina, poi Raimondo e detti.

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SCENA OTTAVA

 

Cattina, poi Raimondo e detti.

 

CATT. Oh cari, cossa fali qua co sta bella conversazion?

BORT. Oh siora Cattina, patrona. (con allegria lascia Tonina e le corre incontro)

TON. Alo fenio sior Raimondo? (anch'ella si accosta a Cattina)

CEC. Patrona, siora Cattina. (lascia Lissandro, e corre da Cattina)

CATT. Debotto. (a Tonina)

LISS. Se posso, me la batto. (va verso la porta)

TON. El ne scampa, el ne scampa. (a Cecilia, parlando di Lissandro)

CEC. Fermèlo, fermèlo. (corre, e gli porta via il cappello)

LISS. Diavolo maledetto!

RAIM. (Colla penna da scrivere in mano) (Cossste tananai?)

TON. Sior Lissandro che vuol andar via.

CEC. Ch'el vaga, se ghe basta l'ànemo. (mostrando il cappello)

BORT. L'è ch'el vien zoso un'acqua che la consola.

TON. Meggio.

CEC. Oh che gusto!

 

 

 


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