Carlo Goldoni
Amor contadino

ATTO PRIMO

SCENA QUINTA   Atrio villereccio, che introduce al rustico albergo di Timone.   Lena colla rocca, scacciando alcuni Villani.

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SCENA QUINTA

 

Atrio villereccio, che introduce al rustico albergo di Timone.

 

Lena colla rocca, scacciando alcuni Villani.

 

LENA

Via di qua, impertinenti.

Faticato ho finora a fare i gnocchi;

Se ne toccate un sol, vi cavo gli occhi.

E poi li ho numerati,

E so ben quanti sono.

Son ventiquattro mani:

Dodici mani dritte

E dodici mancine,

Che fan dieci dozzine;

E avrete a far con me, se li toccate,

E saranno roccate e bastonate. (minacciandoli colla rocca, essi partono)

Li ho fatti belli belli.

Saranno buoni buoni. (filando, e parlando interpolatamente)

Piaceranno a mio padre,

Piaceranno alla Ghitta.

Ciappo, poverino,

Che gli piacciono tanto!

Vorrei ne avesse tanti,

Vorrei li avesse tutti;

E darei, se potessi, al mio Ciappino

Anche il mio cor per un maccaroncino.

 

 

 


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