Carlo Goldoni
Amor contadino

ATTO PRIMO

SCENA TREDICESIMA   Erminia sola.

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SCENA TREDICESIMA

 

Erminia sola.

 

 

No, non v'è più per me speranza alcuna.

Nemica ho la fortuna:

Congiura al mio dolore

Il cielo, il mondo e il faretrato Amore.

Andrò fra boschi e selve,

Andrò fra crude belve,

(Ah, non so ben se disperata o forte)

Il rimedio a cercar fra stragi e morte.

Ma di un perfido core

Belva non vi è peggiore.

Deh! se pel mio sembiante

Concepisti tant'odio e tanta pena,

Barbaro Clorideo, vieni, e mi svena.

 

Ma che ti feci, ingrato,

Barbaro cor spietato?

Ah, che mi sento in core

Dirmi, sdegnato, Amore:

«Tanti schernisti e tanti

Teneri fidi amanti:

Pena, delira ancor ».

Vendicator - crudele,

Svena la tua fedele,

Trammi dal seno il cor. (parte)

 

 

 


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