Carlo Goldoni
La burla retrocessa nel contraccambio

ATTO PRIMO

SCENA SESTA   GOTTARDO solo.

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SCENA SESTA

 

GOTTARDO solo.

 

GOTT. Se n'è andato una volta. Questi è uno che non fa mai bollire la pentola a casa sua, e vuol fare il generoso in casa degli altri. Non credo niente che il signor Pandolfo volesse venir da me, e se anche ciò fosse vero, quando sono impegnato fuori di casa, la scusa è legittima. Per il signor Pandolfo pazienza, un giorno lo pregherò, se mi vorrà far questo onore; ma questo scrocco di Agapito non ce lo voglio. Si era qui avviticchiato, e non voleva andarsene. Non ho mal pensato a fingere di essere chiamato da mio compare, per obbligarlo a partire; e non voleva andarsene. Ora ch'egli è partito, partirò anch'io per la medesima porta, ed è meglio ch'io vada subito, perché il diavolo non facesse ch'ei ritornasse qui col signor Pandolfo. La chiave della porta l'ho in tasca? Sì. (tastandosi in tasca) Ma prenderò anche questa. È sempre meglio averne due, se se ne perde una. (prende la chiave dal tavolino senza osservarla, e se la mette in tasca) Gran dritto che è quell'Agapito! ma io son più furbo di lui. Ha ancora da nascere colui che mi ha da far stare. Vorrebbe mangiare in casa mia. No, non gli riuscirà. Piuttosto che farmi mangiare un soldo da questi scrocconi, mi farei bastonar cento volte. (parte, e serra bene la porta)

 

 

 


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