Carlo Goldoni
La buona figliuola maritata

ATTO SECONDO

SCENA TERZA   Marianna e il Cavaliere

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SCENA TERZA

 

Marianna e il Cavaliere

 

MAR.

Capisco che m'insulta;

Ma a che pro l'irritarmi?

Merito sol può farmi la costanza.

Fin che vita riman, vi è ancor speranza.

CAV.

Signora, in vostro aiuto

Disponete di me. Son cavaliere,

soffrirò che l'innocenza vostra

Tradisca, insulti, il vostro sposo ardito.

MAR.

Non parlate così di mio marito.

CAV.

Del vostro amor quel disumano è indegno.

MAR.

Io l'amo ancor col più verace impegno.

CAV.

Ei vi ama di .

MAR.

Fedele io sono.

CAV.

Vi dispregia, vi offende.

MAR.

Io gliel perdono.

CAV.

Non lo merta.

MAR.

Non tocca

Il giudicarne a voi.

CAV.

M'offese a torto.

Lo sfidai, non lo vidi.

MAR.

Il ciel non voglia

Ch'ei si esponga al cimento.

CAV.

Il di lui sangue

Mi ha da pagar l'offesa.

MAR.

Gli farò col mio sen scudo e difesa.

CAV.

Tanto amor per chi v'odia?

MAR.

Il ciel mel diede;

Vo' di vita mancar, pria che di fede.

 

 

 


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