Carlo Goldoni
La buona figliuola maritata

ATTO SECONDO

SCENA OTTAVA   Giardino delizioso, che corrisponde alla strada pubblica villareccia.   Marianna in abito di Giardiniera.

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SCENA OTTAVA

 

Giardino delizioso, che corrisponde alla strada pubblica villareccia.

 

Marianna in abito di Giardiniera.

 

 

Oh memorie ancor gradite

Della prima età fugace,

Il mio core e la mia pace

In voi torno a ricercar!

Ah, rispondermi già sento,

Il tuo cuore altrui cedesti,

E la pace che perdesti

Speri invan di rintracciar!

 

A che dunque riprendere

Queste, sì care un tempo, amiche spoglie,

Spoglie di libertà semplici e pure,

Se m'ingombrano il sen sdegni e paure?

A che venir, meschina,

Fra l'erbe e i fiori a ricercar riposo,

Se d'amore nel petto ho il serpe ascoso?

Ah, s'altro ben non spero,

Dall'atto d'umiltà con cui discendo,

Con cui soffro costante il duro affanno,

Muover spero a pietade il mio tiranno!

Vieni e mira, o crudele,

S'era degna di te colei che amasti.

Vedi se grata io sono

Al tuo amore, al tuo dono.

Quando il merito men, m'oltraggi a torto:

Io t'obbedisco, e i sdegni tuoi sopporto.

 

Non vi chiedo, amiche stelle,

Ricche spoglie e ricco tetto;

Basta sol che il mio diletto

Di me senta almen pietà.

Se peggiora il mio destino,

Aprir bocca al ciel non oso:

Ma rapirmi il caro sposo,

Quest'è troppa crudeltà.

 

 

 


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