Carlo Goldoni
La buona figliuola maritata

ATTO SECONDO

SCENA UNDICESIMA   Il Marchese e detti.

Precedente

Successivo

Link alle concordanze:  Normali In evidenza

I link alle concordanze si evidenziano comunque al passaggio

SCENA UNDICESIMA

 

Il Marchese e detti.

 

MARC.

Ah povera Marianna!

Non ho cor di soffrire

Di vedervi patire.

MAR.

Oh me felice!

Se davvero lo dice il mio tesoro,

Dalla consolazion sento ch'io moro.

SAN.

(Un'altra novità).

MARC.

Sol per far prova

Della vostra costanza

Vi ho dato un tal tormento.

Siete buona, vi credo, e son contento.

MAR.

Ah, resister non posso a tal dolcezza. (piange)

MENG.

Ah, che piango ancor io per tenerezza. (piange)

SAN.

Ecco, signor padrone, ecco le prove

Della bella onestà della signora.

Ella Mengotto adora;

Ei conserva nel sen le fiamme sue.

Piangono tutti e due per puro amore,

E vi fanno, signor, sì bell'onore.

MARC.

Ah perfida! (a Marianna) Ah! briccone! (a Mengotto)

Io ti farò morir sotto un bastone. (al suddetto)

SAN.

(Ci ho gusto).

MAR.

Caro sposo,

Non crediate a colei...

MARC.

Credo a quel che vid'io cogli occhi miei.

MENG.

Piango perché son tenero ed umano. (al Marchese)

MARC.

Vattene via di qua, brutto villano.

SAN.

Sì, vattene. Tu parti;

Io resto a tuo dispetto. (a Mengotto)

MENG.

Quel ch'io ti mirai sia maledetto. (a Sandrina)

 

(Era pur meglio

Ch'io m'affogassi,

Pria che sposassi

Femmina tal). (da sé)

Signor padrone,

Non le credete;

Voi lo sapete

Ch'io son leal. (al Marchese)

Povera figlia,

Siete tradita. (a Marianna)

Femmina ardita,

Donna bestial. (a Sandrina, e parte)

 

 

 


Precedente

Successivo

Best viewed with any browser at 800x600 or 768x1024 on Tablet PC
IntraText® (VA1) - Some rights reserved by Èulogos SpA - 1996-2009. Content in this page is licensed under a Creative Commons License