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Salvatore Cammarano
La battaglia di Legnano

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  • ATTO SECONDO - BARBAROSSA
    • Scena terza. I suddetti
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Scena terza. I suddetti

 

Ad un cenno del Podestà vengono introdotti Rolando ed Arrigo.

 

Rolando
Novella oste di barbari minaccia
La sacra Italia: il varco
Dell'Adige contende l'agguerrito
Veronese a quell'orda; essa le terre
De' Grigioni attraversa, e Federico
Raggiungerla non può, ch'entro Pavia
Stassi: ben lieve fia
Respinger quindi l'Alemanno, siepe
D'armi e d'armati ergendo in sulla riva
Del vostro lago
Taccia il reo livore antico
Di Milano e di Como: un sol nemico,
Sola una patria abbiamo,
Il Teutono e l'Italia; in sua difesa
Leviam tutti la spada.

Podestà e Coro
Ed obliasti
Qual patto ne costringe
A Federico?

Arrigo
Vergognoso patto,
Cui sacra mano infranse ...
Ah! rammentarlo,
O Comaschi, potete
Senza arrossirne? ... Ed Itali voi siete?

Rolando
Ah! ben vi scorgo nel sembiante
L'alto, ausonico lignaggio,
Odo il numero sonante
Dell'Italico linguaggio,
Ma nell'opre, nei pensieri
Oh! Siete barbari stranieri!
(Movimento dell'assemblea)

Arrigo
Tempi forse avventurosi
Per Italia volgeranno,
E nepoti generosi
Arrossir di voi dovranno!

Rolando e Arrigo
Oh! la storia non v'appelli
Assassini dei fratelli!
Della patria non vi gridi
Traditori e parricidi!
Infamati e maledetti
Voi sareste in ogni età!

Podestà
Favellaste acerbi detti!

Rolando
Ma più acerbe verità!

Arrigo
Qual risposta a chi ne invia
Qual risposta recar dessi?




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