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Salvatore Cammarano
La battaglia di Legnano

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  • ATTO TERZO - L'INFAMIA
    • Scena decima. Lida, Rolando, Arrigo
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Scena decima. Lida, Rolando, Arrigo

 

Lida
(cercando dissimulare invano il suo terrore e tremando da capo a piedi)
Qui trassi ... Volli scorgere ...

Arrigo
Sì ... le falangi armate ...
Che in breve ...
(Uno sguardo di Rolando lo costringe a tacersi)

Rolando
(con forzata calma)
Io non v'interrogo,
Perché vi discolpate?
(Un momento di spaventevole silenzio. Lida più non reggendo alla sua terribile confusione cade genuflessa a piè del marito. Arrigo è come trascinato a seguirne l'esempio)
Ah! d'un consorte, o perfidi,
Scempio faceste orrendo! ...
Ma sacro è questo titolo,
Sacro, e del par tremendo,
Poi ch'ambo nella polvere
Vi tengo, ed al mio pie'!

Lida e Arrigo
(E non mi coglie un fulmine? ...
Non s'apre il suol per me?)

Lida
Rolando? ...

Rolando
Taci ... arretrati ...
Esci da' lari miei ...
È franto il nostro vincolo,
Più sposa mia non sei.

Arrigo
Ciel!

Lida
Che dicesti?

Arrigo
Ah! placati ...
Ella è innocente ... lo giuro ...

Rolando
Ed osi tu difenderla? ...
Chiudi quel labbro impuro ...
Paventa le mie furie! ...
(Stringendo l'elsa del pugnale)

Arrigo
Colpisci ...
(Offrendogli il petto)
Morte io vo' ...

Rolando
Empio!
(Sguainando la lama e scagliandosi contro Arngo)

Lida
T'arresta ...
(Rattenendolo)

Arrigo
M'uccidi ...

Rolando
(la porta ricorre al suo sguardo, egli come preso da nuova risoluzione si ferma ad un tratto)
No.
Vendetta d'un momento
Sarebbe il trucidarti ...
Poco dal sen strapparti
A brani a brani il cor ...
Di cento morti e cento
Supplizio avrai maggior!

Arrigo
Ah! no: trafitto, esangue
A' piedi tuoi m'atterra ...
Purgar tu dei la terra
D'un vil ... d'un seduttor ...
Non può lavar che il sangue
La macchia dell'onor! ...
(Odesi un appello di trombe)

Rolando
Le trombe i prodi appellano ...

Arrigo
È ver.
(Correndo a guardar presso il verone, mentre Rolando avvicinasi alla porta)

Lida
Terribil ! ...

Rolando
Tua pena sia ... l'infamia! ...

Arrigo
Come! ... L'infamia? ...

Rolando
Sì!
(Esce con la rapidità del baleno, e serrata la porta, ascoltasi per difuori strepito di chiavi e catenacci)

Arrigo
(nel colmo dello spavento si slancia sulla porta, la percorre con gli occhi la tocca con le mani cerca indarno ogni modo d'aprirla)
Ah! Rolando! ... Il ciel ne attesto,
L'onor tuo non fu macchiato ...
Schiudi.

Lida
Arrigo ...

Arrigo
S'io qui resto,
D'ignominia non fia notato!
Il mio nome! ...

Lida
Più non reggo ...
(Cade sovra un seggio. Comincia a sentirsi rumore d'armati, e scalpitì o di cavalli)

Arrigo
(tornando al verone)
Di Rolando la coorte già procede ...
(Echeggian prolungati squilli di trombe)
Ah!
(Con grido acutissimo e cacciandosi le mani fra i capelli)
Sì ... lo veggo ...
È il drappello della morte! ...
(La disperazione, il delirio si pingono nel suo volto)
Oh furor! ... Quei prodi vanno
A salvar la patria, ed io! ...
OvArrigo?'' sclameranno,
Si nascose ... ''

Lida
Giusto Iddio! ...
(Levando desolata le mani al cielo)

Arrigo
Teme il ferro dei nemicì ...
Un infame, un vile egli è!''
No ... vi seguo ...
(Afferrando la ciarpa)

Lida
Ciel! ... Che dici? ...
(Balzando in piedi)

Arrigo
Viva Italia!
(Si precipita dal verone)

 




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