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L'esperienza americana
Ora è certo,
e da tutti riscontrato agevolmente, che i progressi dell'arte e industria
cinematografica, quanto più meravigliosi erano divenuti, tanto
più perniciosi ed esiziali si mostravano alla moralità ed alla
religione; anzi alla onestà stessa della convivenza civile.
Ciò
riconobbero gli stessi dirigenti dell'industria negli Stati Uniti, quando
confessarono la responsabilità loro propria, di fronte al pubblico, anzi
alla società intera; mentre nel marzo 1930, con un libero atto, posto di
comune accordo, solennemente sancito dalle loro firme e promulgato per la
pubblica stampa, presero insieme un impegno solenne di tutelare nell'avvenire
la moralità dei frequentatori del cinema. In questo codice si dava la
promessa che non verrebbe mai più prodotto nessun film atto ad abbassare
il livello morale degli spettatori, o tale da porre in discredito la legge
naturale e umana, o da ingenerare simpatia per la violazione di essa.
Sennonché,
nonostante una sì saggia determinazione spontaneamente presa, i
responsabili si mostrarono incapaci di attuarla, e i produttori apparvero non
disposti a sottostare ai principi che si erano obbligati ad osservare.
Essendosi, perciò, l'impegno suddetto dimostrato scarsamente efficace e
continuandosi nel cinema l'esibizione del vizio e del delitto, sembrava ormai
quasi preclusa la via dell'onesto svago mediante i film.
In questa
crisi, voi, o Venerabili Fratelli, foste fra i primi a studiare come si
potevano tutelare le anime di coloro che erano affidati alle vostre cure, e
deste inizio alla "Legione della decenza", come a una crociata
per la pubblica moralità, intesa a ravvivare gli ideali
dell'onestà naturale e cristiana. Lungi da voi ogni pensiero di
danneggiare l'industria cinematografica: anzi indirettamente la premuniste
dalle rovine, alle quali sono esposte le forme ricreative che vanno degenerando
in corruzione dell'arte.
Le vostre
direttive suscitarono la pronta e devota adesione dei vostri fedeli: e milioni
di cattolici americani sottoscrissero l'impegno della "Legione della
decenza", obbligandosi a non assistere a nessun film che riuscisse di
offesa alla morale cattolica e alla corretta norma di vita. Così
possiamo dire con gioia che pochi problemi degli ultimi tempi hanno unito tanto
strettamente vescovi e popolo, quanto siffatta collaborazione a questa santa
crociata.
Né
solamente cattolici, ma ragguardevoli protestanti, israeliti ed altri molti,
accettarono la vostra iniziativa e si unirono ai vostri sforzi per ridare sagge
norme, artistiche e morali, al cinema. Ci è di sommo conforto il
rilevare il notevole successo della crociata, perché il cinema,sotto la
vostra vigilanza e la pressione esercitata dall'opinione pubblica, ha
presentato un miglioramento dal lato morale. Delitti e vizi vennero riprodotti
meno di frequente; il peccato non venne più così apertamente
approvato ed acclamato; non si presentarono più in maniera cosl proterva
false norme di vita all'animo tanto infiammabile della gioventù.
Sebbene in
alcuni circoli si fosse predetto che i pregi artistici del cinema sarebbero
stati gravemente danneggiati dalle insistenze della "Legione della
decenza", pare tuttavia che avvenga proprio il contrario.
Infatti, esse
hanno dato non piccolo impulso agli sforzi per avviare sempre più il
cinema a nobiltà di intendimenti artistici, indirizzando alla
riproduzione di opere classiche e a spettacoli originali di non comune pregio.
E neppure gli
investimenti finanziari dell'industria cinematografica risentirono danno, come
era stato gratuitamente predetto; giacché molti, che erano rimasti
lontani dal cinema per le offese alla morale, ritornarono a frequentarlo,
quando poterono vedere proiettate vicende oneste, non offensive dei retti
costumi né pericolose per la virtù cristiana.
Quando
s'iniziò la vostra crociata, fu detto che gli sforzi di essa sarebbero
stati poco durevoli, e gli effetti del tutto transitori, perché,
diminuita a poco a poco la vigilanza dei vescovi e dei fedeli, i produttori
sarebbero stati nuovamente liberi di ritornare ai metodi di prima. E facile
capire perché alcuni di costoro desiderino poter ritornare ai soggetti
equivoci, che eccitano le basse passioni e che voi avete proscritto. Mentre la
produzione di film realmente artistici, di vicende umane virtuose, richiede
sforzo intellettuale, fatica, abilità e, talvolta, un più
notevole dispendio, al contrario riesce spesso relativamente facile provocare
il concorso al cinema di certe persone e categorie sociali con film che
accendano le passioni e sveglino gli istinti inferiori latenti nei cuori umani.
Invece, una
incessante e universale vigilanza deve persuadere i produttori che non si
è dato inizio alla "Legione della decenza" come ad una
crociata effimera, la quale possa venire presto trascurata e dimenticata, ma
perché i vescovi degli Stati Uniti intendono tutelare ad ogni costo la
moralità della ricreazione del popolo, in ogni tempo e sotto qualunque
forma avvenga.
La ricreazione,
infatti, nelle sue molteplici forme, è divenuta ormai una
necessità per la gente che si affatica nelle occupazioni della vita; ma
essa dev'essere degna dell'uomo ragionevole, e perciò sana e morale;
deve sollevarsi al grado di un fattore positivo di bene e suscitatore di nobili
sentimenti. Un popolo che nei suoi momenti di riposo si dedica a divertimenti
che offendono il retto senso del decoro, dell'onore, della morale, a
ricreazioni che riescono occasione di peccato, specialmente per i giovani, si
trova in grave pericolo di perdere la sua grandezza e la stessa potenza
nazionale.
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