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La popolarità e l'impatto
del cinema
Queste
considerazioni acquistano tanto maggiore gravità da ciò, che il
cinema parla non a singoli, ma alle moltitudini, ed in circostanze di tempo, di
luogo, di ambiente quanto mai propizie a suscitare non comune entusiasmo per il
bene, come per il male, e a condurre a quella esaltazione collettiva, che
può assumere - come l'esperienza purtroppo insegna - forme addirittura
morbose.
Le immagini
cinematografiche sono, infatti, mostrate a gente che sta seduta in una sala
oscura, ed ha le facoltà fisiche e spirituali per lo più
rilassate. Non c'è bisogno di recarsi a cercare lontano queste sale;
esse sono attigue alle case, alle chiese e alle scuole del popolo,
sicché il cinema viene ad avere un influsso della massima importanza
nella vita quotidiana.
Inoltre, le vicende
raffigurate nel cinema sono svolte da uomini e donne particolarmente scelti e
per le loro doti naturali e per l'uso di espedienti tali, che possono anche
divenire strumento di seduzione, soprattutto per la gioventù. Il cinema
vuole per di più, a suo servizio, il lusso delle scenografie, la
piacevolezza della musica, il realismo inverecondo, ed ogni forma di capriccio
nello stravagante. E per ciò stesso il suo fascino si esercita con
particolare attrattiva sui giovani, sugli adolescenti e sulla stessa infanzia.
Così, proprio nell'età in cui si sta formando il senso morale e
si vanno svolgendo le nozioni ed i sentimenti di giustizia e di rettitudine,
dei doveri e degli obblighi, degli ideali della vita, il cinema, con la sua
diretta propaganda, prende una posizione schietamente preponderante.
E, purtroppo,
oggi, molto frequentemente la prende in male. Sicché al pensare a tanta
strage di anime di giovani e di fanciulli, a tante innocenze che si perdono
proprio nelle sale cinematografiche, viene alla mente la terribile condanna di
nostro Signore contro i corruttori dei piccoli: Chi scandalizza anche uno
solo di questi piccoli che credono in me, sarebbe meglio per lui che gli fosse
appesa al collo una macina girata da asino, e fosse gettato negli abissi del
mare (Mt 18,6).
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