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Gli obblighi morali
Di tempo in
tempo, i vescovi faranno bene a ricordare all'industria cinematografica che
essi, tra le cure del loro pastorale ministero, devono adoperarsi ad ogni forma
di onesta e sana ricreazione, perché sono tenuti a rispondere dinanzi a
Dio della moralità del loro popolo, anche quando si diverte. Il loro
sacro ministero li obbliga a dire chiaro e aperto che un divertimento malsano e
impuro distrugge le fibre morali di una nazione. Ricordino, altresì,
all'industria cinematografica che quanto essi chiedono non riguarda solo i
cattolici, ma tutto il pubblico del cinema.
In particolare
voi, Venerabili Fratelli degli Stati Uniti, giustamente potete insistere su
ciò che dicemmo, avere l'industria cinematografica del vostro paese
riconosciuta la propria responsabilità di fronte alla società.
Procurino, poi,
i vescovi di tutto il mondo di lumeggiare agli industriali del cinema che una
forza così potente e universale può essere utilmente indirizzata
ad un altissimo scopo di miglioramento individuale e sociale.
Perché,
infatti, si deve far solo questione di evitare il male? I film non devono
riuscire un semplice divertimento, né occupare soltanto ore frivole e
oziose, ma possono e devono con la loro magnifica forza illuminare e
positivamente indirizzare al bene.
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