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Giacomo Ferretti
Matilde di Shabran

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  • ATTO PRIMO
    • Scena terza. Ginardo esce, chiude la porta della torre, ed accorgendosi d'Isidoro viene a lui correndo e gridando; indi Corradino
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Scena terza. Ginardo esce, chiude la porta della torre, ed accorgendosi d'Isidoro viene a lui correndo e gridando; indi Corradino

 

GINARDO
Chi siete? Che volete? Ah vi salvate;
Che qui tutto è pericolo.

ISIDORO
E adesso dove svicolo!
Ma perché ho da scappar?

GINARDO
Se Corradino
Improvviso qui viene:
Non vi resta più sangue nelle vene,

ISIDORO
Felicissima notte!

GINARDO
Ah! presto, andate.

ISIDORO
Ma come? Se le gambe
Ballano la furlana,
E il core ha la quartana? Invan ci provo;
Vorrei far mille miglia e non mi muovo.

GINARDO
Presto, per carità.

ISIDORO
Vado, sì vado.

GINARDO
In tempo più non siete.
Ecco qui Corradino.

ISIDORO
Oimè! Vorrei
Fare a correr col vento:
Ma mi vanno le forze in svenimento.

Nel momento che Isidoro, tremando, tenta fuggire, comparisce Corradino con quattro armigeri in cima della scala, armato.

CORRADINO
Alma rea! Perché t'involi?
Fuggi invano i sdegni miei.
L'ira mia provar tu dei,
E cadermi esangue al piè.
No, placarmi; no, calmarmi,
Più possibile non è.

ISIDORO
Io... signore...

CORRADINO
Taci.

GINARDO
Taci.

ISIDORO
Dir... vorrei... che...

CORRADINO
Zitto.

GINARDO
Zitto.

CORRADINO
Il parlare anche è delitto
A chi viene innanzi a me.

GINARDO
Il decreto sta scritto.
Più speranza no, non v'è.

ISIDORO
Tremo tutto. Ohimè! Son fritto!
Chi mi presta un gabriolè?

CORRADINO
Di': chi sei?

ISIDORO
Don Isidoro.

CORRADINO
Nome molle, effeminato!

ISIDORO
Sessant'anni l'ho portato;
Ma se vuol lo cambierò.

CORRADINO
Cosa fai?

ISIDORO
Faccio il poeta,
Me lo legge scritto in fronte.
Sono il nuovo Anacreonte.

CORRADINO
Ed a me chi ti mandò?

ISIDORO
In sua lode a cantar vengo
O sonetti, o pur canzoni.

CORRADINO
Io non soffro adulazioni.

ISIDORO
Le sue belle io vuo' cantar.

CORRADINO
(con eccesso di collera)
Le mie belle!

GINARDO
Che dicesti!

ISIDORO
(confuso)
Le sue brutte.

GINARDO
Testa, addio.

CORRADINO
(investendo Isidoro con la lancia)
Più non freno il furor mio
Di mia man ti vuo' svenar.

GINARDO
Pagherai col sangue il fio
Del tuo stolto vaneggiar.

ISIDORO
Ah! Si fermi, padron mio:
Un po' più vorrei campar.

CORRADINO
(in atto di vibrare il colpo)
Mori.

ISIDORO
Ah! no.




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