GINARDO
Altezza, immersa
In doloroso pianto,
Matilde di Shabran chiede parlarvi.
CORRADINO
Matilde!.. E piange?
GINARDO
Al pianto suo dirotto
Pianse ancora il dottor; ma d'irritarvi
Ebbe qualche timore.
CORRADINO
Ah! Tiranno dottore!
Forse un mostro son io?
ISIDORO
(Poco ci manca.)
CORRADINO
Venga... Venga Matilde.
GINARDO
Ma di venirvi innanzi
Teme non ottener da voi perdono.
CORRADINO
(riprende l'asta e lo scudo)
L'avrà; che venga.
ISIDORO
(E il negromante io sono!)
CORRADINO
(ad Isidoro)
Or tu pensa a guarirmi.
ISIDORO
A questo penso.
CORRADINO
E la salute mia speri vicina?
ISIDORO
Purché dica di sì la mia dottrina.
MATILDE
(avvanzandosi tremante e piangente; ma non senza
un poco di vezzo)
Signor, vi offesi: è ver Sul ciglio espresso
Vedete il mio dolor.
CORRADINO
Tu piangi?
MATILDE
E come
Il mio pianto frenar? L'anima mia
Sognò un sorriso... un nettare... un incanto;
Ma l'orfanella di Shabran... Matilde,
È degna di pietà... Fu tutto un sogno.
CORRADINO
E che sognasti?
MATILDE
Ah! no.
CORRADINO
Lo voglio: parla.
ISIDORO
(Parlerà, parlerà.)
MATILDE
L'armi, i trofei,
Gli armigeri, la stessa
Aria marzial che qui si spira, in petto
M'infiammarono il cor. Vi vidi... Ah!
mai
Non t'avessi veduto,
Caro oggetto e fatal!.. Altezza, ah! no,
Non vi sdegnate. È degli Dei la colpa
Che v'impressero in volto
Un non so che di grande, che rapisce,
Che seduce e innamora... Ah! che mai dissi?
CORRADINO
Ah! segui...
MATILDE
No: non posso.
(casca)
Per sempre addio. Fu tutto un sogno.
CORRADINO
No, fermati. - Ginardo?
(nel volgersi fissa gli occhi in Isidoro)
Costui cosa fa qui?
ISIDORO
Sto in sentinella.
CORRADINO
Torni in carcere.
GINARDO
(chiamando)
Guardie!
CORRADINO
Va' tu stesso,
E lo vigila tu.
GINARDO
Or dunque andiamo.
(Restiamo ad osservar.)
(piano ad Isidoro)
(Ah cuor di ferro,
Io ti vedo in gran rischio.)
ISIDORO
(piano a Ginardo)
(La commedia vedrem del merlo al vischio.)
Isidoro e Ginardo rimangono celati dietro le
colonne.