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Giacomo Ferretti
Matilde di Shabran

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  • ATTO SECONDO
    • Scena prima. Don Isidoro, scrivendo; indi Rodrigo con gli armigeri; poi Ginardo a spada nuda
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Scena prima. Don Isidoro, scrivendo; indi Rodrigo con gli armigeri; poi Ginardo a spada nuda

 

ISIDORO
(scrivendo)
Settecento ottanta mila
Quattrocento ventitrè
Sopra il letto della gloria
Fur trovati in fricassé,

E alla morte, che volea
Far il conto delle teste
Gli saltarono le creste
Che tre volte si sbagliò.

Che bel dir! Che stile enfatico!
Grande onore io mi farò;
Vale a dir: applausi, etcetera.
E i sbadigli addoppierò.

CORO
Vinto, avvilito - Profugo errante
Ha l'inimico - L'ali alle piante.
Di Corradino - La destra armata...

ISIDORO
(affacciandosi dai rami, e chiamando)
Ehi! Giovanotti? - E terminata?
Siamo in sicuro? - Posso calar?

CORO
Don Isidoro! - Don Isidoro!

ISIDORO
Servitor loro - Servitor loro.
Non v'è pericolo? - Posso discendere?

CORO
Sì, sì: coraggio.

ISlDORO
Eh! N'ho da vendere.
Vi farò estatici - Trasecolar.

CORO
Che mai ci avete - Da raccontar?

Mentre discende aiutato dagli armigeri, entra Ginardo.

ISIDORO
(aprendo uno scartafaccio)
Ascoltate.

GINARDO
Cos'è, signor poeta;
Lassù che facevate?

ISIDORO
Bagattelle!
Fedelissimamente
Della nostra vittoria
Ha descritta la storia.

GINARDO
Il fatto d'armi
Più d'un miglio lontano è succeduto.

ISIDORO
Ma l'occhio de' poeti è un occhio acuto.

GINARDO
Sarà: ma non ci credo.

ISIDORO
Attenzione:
Vera, nuova e distinta relazione.

Allo squillo della tuba,
Al fragor della catuba,
Si schieraro tutti in fila
Centoottantacinquemila.

GINARDO
Tutti in fila!

ISIDORO
E in ordinanza,
Non badando al gran proverbio
Ch'è assai meglio la sua panza
Per i fichi conservar.

GINARDO
O patisce assai di vista,
O fa male il computista.
Tutti insieme, veda lei,
Eravamo trentasei.

ISIDORO
Trentasei!

GINARDO
Né più, né meno,
E calando in gran disordine
In tre canne di terreno
I nemici si affrontâr.

ISIDORO
saltavano cappelli,
Qui schizzavano cervelli.

GINARDO
Non è vero.

ISIDORO
Non importa.
E del sangue in mezzo al guazzo,
Scalzo in fin sopra i ginocchi,
Con un moccolo un ragazzo
Vi pescava denti ed occhi.
(piano a Ginardo)
Bella idea! Ma l'ho rubata:
Non lo state a propalar.

GINARDO
(tirandolo a parte)
Zitto qua: sotto voce, pian piano.
Hai veduto, ma troppo lontano
Fu la guerra un affar di mezz'ora.
L'inimico ci vide e sparì.

ISIDORO
Senti qua, ma non dirlo alla gente:
L'ingrandire non costa poi niente.
Lo scrittore fa i nani giganti,
E la storia si scrive così.

GINARDO
Bestia!

ISIDORO
Grazie.

GINARDO
Scioccone!

ISIDORO
Obbligato.

GINARDO
Via correggi.

ISIDORO
Non muto un concetto.

GINARDO
Ma l'affare così non è stato.

ISIDORO
Ma così fa migliore l'effetto.
Frasi immense, parole sonanti,
Son lo stile che s'usa oggidì.

GINARDO
(Che cervello bislacco e balzano!
Salta qua, salta , sempre vola.
Il giudizio vi cerchi: ma invano.
È poeta; ergo matto sarà.)

ISIDORO
Ma vedete che pazzo profondo!
Salta su, salta giù, sempre vola.
Non conosce l'usanza del mondo;
Cose grandi, ed effetto si fa.

Lasciamo l'epopea,
Ed entriam nel bernesco. Corradino,
Quell'uom di buona grazia
Dove sta?




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