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Giacomo Ferretti
Matilde di Shabran

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  • ATTO SECONDO
    • Scena undicesima. Matilde fra quattro armigeri guidati da Isidoro, e detti nascosti
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Scena undicesima. Matilde fra quattro armigeri guidati da Isidoro, e detti nascosti

 

ISIDORO
Che serve il singhiozzar? Non v'è speranza.
Incrollabile io son.

MATILDE
Sono innocente.

ISIDORO
Nequaquam... ehi! Sentite attentamente.
Trattenetevi .

Gli armigeri si ritirano.

MATILDE
Barbaro! E come
Ti regge il cuor?

ISIDORO
Il cuor? Ma voi che dite?
Io gettarvi nell'acqua? E che? Son pazzo?
Nemen le mosche a mezzo luglio ammazzo.
Udite, il tempo vola.
Vi lascio qui: ma datemi parola
Di buttarvi da voi... eh? Me la date?
Da brava: non burlate. A Corradino
Con gran sesquipedali parolone,
Io farò la superba relazione.
Per sempre addio: non ci vedrem mai più.
(Che si butti davvero? Eh! Non lo credo
Nemmeno se lo vedo. Ora a palazzo
Infilzerò bugia sopra bugia:
Poi colgo un contratempo, e scappo via.
Con finto pianto ora ingannar bisogna
Quella feroce, assassinesca razza.)
E morta... è morta; oh povera ragazza!
(entrando)




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