MATILDE
Matilde non morì.
GINARDO, ALIPRANDO e ISIDORO
Che vedo?
CORRADINO
Oh sorte!
(scende infretta dalla montagna)
RAIMONDO
(ad Isidoro.)
Foste voi, che nell'acqua
La faceste cascar?
ISIDORO
Sì, per metafora:
Fu parlar figurato,
Fu licenza poetlca.
CORRADINO
Mia vita!
Illusione non è. Vivi, ti vedo;
Di': mi perdoni? A' piedi tuoi...
MATILDE
Che speri?
Ch'io stenda la mia mano
A un crudele, a un feroce, a un uom che sogna
Sempre stragi e furor? Se tua mi vuoi,
Apri il tuo cuore alla bontà. Raimondo
Stringi al tuo seno.
CORRADINO
E poi?
MATILDE
Prima obbedisci.
CORRADINO
Eterna pace io giuro.
Matilde? Ebben?
MATILDE
Son tua, son tua per sempre.
Grazie, caro Edoardo.
Medico, abbiamo vinto.
(ad Isidoro)
Per le nozze
Da te voglio un sonetto. (Ah manca solo
A tanti miei trofei, che la Contessa
Viva mi veda, e sposa a lui.) Signore,
L'affanno terminò, trionfa amore.
Ami alfine? E chi non ama?
Ama l'aura, l'onda, il fiore.
Se di te trionfa Amore
Non ti devi vergognar.
Agli affanni suoi segreti
Son soggetti anche i guerrieri,
Anche i medici e i poeti
Son costretti a sospirar.
Non è vero?
EDOARDO, CORRADINO, GINARDO, ALIPRANDO e RAIMONDO
Anzi è verissimo.
ISIDORO
Ancor io dovetti amar,
E sette anni singhiozzar,
E fu cosa da crepar.
CORO ed EGOLDO
Dunque al castel talora
Verrem da voi, signora,
E niun ci scaccierà?
Eguale avete l'anima
Del volto alla beltà.
MATILDE
Tace la tromba altera,
Spira tranquillità.
Amor la sua bandiera
Intorno spiegherà.
Femmine mie, guardate:
L'ho fatto delirar.
Femmine, siamo nate
Per vincere e regnar.
IL CORO e GLI ALTRI
Le femmine son nate
Per vincere e regnar.