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Giuseppe Palomba
La gazzetta

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  • ATTO PRIMO
    • Scena sesta. Doralice, poi Alberto
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Scena sesta. Doralice, poi Alberto

 

Doralice
E’ comoda la stanza,
vi è pure un bel balcone, ma chi è questo...

Alberto
(Eccola qua; se quella non è stata,
senz’altro sarà questa, e non mi spiace,
se devo dire il vero.) Signorina,
volete un po’ accordarmi
il piacer di ascoltarmi?

Doralice
Perdonate;
non c’è mio padre.

Alberto
Per l’invito io venni
da lui nella gazzetta.

Doralice
Che invito? che gazzetta?

Alberto
Voi dovreste saperlo. Ad un concorso
per trovarvi un marito egli vi espose.

Doralice
Che sento! E sarà vero?

Alberto
Ella è così.
Non è italiano vostro padre?

Doralice
Sì.

Alberto
Negoziante?

Doralice
Appunto.

Alberto
Non v’è dubbio, voi siete.

Doralice
O me meschina!
Io vo per le gazzette?
Guarda un po’ che cervelle maledette!

Alberto
Se v’offesi domando a voi perdono.

Doralice
Troppo infelice io sono.
(piange)

Alberto
E a che piangete?
Alla fin non è cosa
da piangere l’acquisto d’un marito,
e foss’io quello, ché già innamorato
mi son di voi.

Doralice
Dipendo da mio padre.

Alberto
E s’ei mai vi accordasse
all’ardente amor mio?

Doralice
M’accorderebbe allor quel che desio.
(via)




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