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Giuseppe Palomba
La gazzetta

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  • ATTO SECONDO
    • Scena quarta. Alberto solo
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Scena quarta. Alberto solo

 

Alberto
Chi creder mai poteva
che dolce e caro un mio nascente amore
cagionar mi dovea sì gran dolore?
In quanti rei pensieri
sta confuso il mio cor! freme, s’aggira,
smania, sbalza, delira, e in un momento
da mille furie tormentar mi sento!
Barbaro amore, ah tu lo stral dorato
vibrasti in me per darmi con inganni
brevissimo contento e lunghi affanni.
O lusinghiero amor,
se il caro ben m’involi
da me che più pretendi,
che sempre più m’accendi
colle tue fiamme il cor?
O lusinghiero amor,
se sordo ai miei lamenti
già ti mostrasti appieno,
toglimi omai dal seno
un sì ostinato ardor.
Tra cento furee e cento
palpita l’alma mia,
ma più mi da tormento
la fiera gelosia,
che il cor sta a lacerarmi
con barbaro furor.
Ma voce tenera
nel cor mi dice
che avrò per premio
quel felice,
che calma e giubilo
darà al mio cor.
(via)

 




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