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Pomponio
Presto, alò, ca i cavalli
stanno attaccate già; muove le gamme,
addio Parigi, e servitor madame.
Lisetta
E per dove volete più portarmi?
Pomponio
Nell’Arabia petrea.
Lisetta
Dov’è l’Arabia petrea?
Pomponio
E’ ‘no paese addo’ nasceno le prete
che non ti può mancare al primo istante
‘no prencepe de llà petreazzante.
Lisetta
Oh vedete il cervello
or dove vi è saltato!
Pomponio
E che buo’, che sto ccà ‘nfra i miei nemici?
Io mo proprio ho dovuto
capitola’ e dir potria la Francia,
quanno se sa ‘sta cosa,
ch’aggio fatta ‘na pace vergognosa.
Alò, vieneme appriesso.
Madama La Rose
(Digegli tanto un no.)
Lisetta
No.
Pomponio
No, e tu chi si’, che dice no?
Del territorio mio matrimoniale
tu auto non sei che una patata
della quale fu’ io l’agricoltore.
Se dice no a lo gnore? Oh cattarinola,
non te nc’ arresecare n’auta vota
ca de le carne toje, figlia guavina,
mme ne faccio porpete craje matina.
Jammo, su, alò.
Madama La Rose
(piano a Lisetta)
(Piangete.)
Lisetta
Uh, uh.
Doralice
La fate piangere.
Madama La Rose
Troppo la strapazzate.
Pomponio
O chiagne, o ride.
Avimmo da parti’.
E pe’ signo de ciò, mo pe’ ‘na recchia
la porto a ‘ncarrozza’.
Madama La Rose
(Fatevi adesso
venire un svenimento.)
Lisetta
Ahi; ahi; aita... oimè! morir mi sento.
Doralice
Oh povera fanciulla!
Slacciamola.
Madama La Rose
Sediamola.
Non dà segno di vita.
Doralice
Non ha più moto, è tutta raffreddata.
Madama La Rose
Acqua, aceto... vedete
che avete fatto? Uh povera Lisetta!
Pomponio
(Sta’ a bede’ ch’è fenuta la gazzetta!)
Ne’, gue’? rispunne a me, figlia de tata.
Doralice
E’ inutile.
Madama La Rose
Non fiata.
Pomponio
(E biva io, l’ho fatta la rapata!)
Doralice
Zitto, zitto, mi par che già rinviene.
Madama La Rose
Signorina, su, datevi
animo, respirate.
Doralice
Papà vi vuole bene, è ragionevole.
Madama La Rose
Non partirete, no.
Pomponio
E mo n’è cosa
sicuramente; po’ muri’ pe’ strata.
Madama La Rose
(Come bella il babbeo se l’ha imboccata.)
Lisetta
Ove son? perché torno
quest’aure a respirar! E chi ha diviso
lo spirto mio dal fortunato eliso?
Nella selva de’ mirti appena entrata,
qual d’amorosi spirti
folla mi vidi intorno, ed io con grazia
con bocca a riso, ed occhi ognor ridenti,
riverenze rendeva ai complimenti.
Eroi più galanti
vennero a farmi onore,
Romolo mi diè un fiore,
Enea mi diè il caffè.
Con basso mormorio
parlavan poi di me.
E’ questa la Lisetta,
colei della gazzetta,
figlia infelice e semplice
di un pazzo genitor.
In me son poi tornata,
e qua mi son trovata,
e a dirvi il ver, mio padre,
vi guardo con orror!
Scacciate il pregiudizio,
abbiate più giudizio.
Vedete che dell’asino
vi danno i spirti ancor?
Volete ch’io mi sposi
colui che serbo al cor?
Sì, sì...
Pomponio
No, no.
Lisetta
E perché?
Vi prego.
Pomponio
Ed io tel nego.
Lisetta
Io l’amo.
Pomponio
E io gnernò.
Lisetta
Io non vi obbedirò.
Pomponio
Ed io ti batterò.
Lisetta
Ma non sapete voi
di poi che n’avverrà?
Pomponio
Sentiam che n’avverrà.
Lisetta
Domani direte: dov’è la Lisetta?
Lisetta qui voglio... chiamate Lisetta.
Si cherchi di qua, si vada di là.
Ma sa che gli dico, mio caro papà?
Madama La Rose
Che lei la Lisetta mai più non vedrà.
Doralice
Notate e marcate, sior caro papà?
Doman la Lisetta qui non ci sarà.
Pomponio
E sa’ che ve dice ‘sto caro papà?
Ca mo mme la porto pe’ farve schiatta’.
(viano)
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