|
Siveno
O di Polibio sudditi fedeli,
amati Parti,
la vostra vista oh quanto mi consola!
Voi oggi dunque testimon sarete
delle mie fauste nozze: oh bella sorte!
Lisinga, oh dolce sposa...
Polibio
Figlio.
Siveno
Ah, signore e padre!
Polibio
Diletto figlio, vieni a questo seno.
Siveno
Eccomi, o padre: or son felice appieno.
(Nel mentre che si canta il coro, Polibio sale sul trono)
Coro
Nobil gentil donzella,
in sì ridente giorno
arrida a te d’intorno
pace, riposo, amor.
Lisinga
Deh! fate, amici Dei, che in tal momento
lieta respiri ogn’alma
di gioia, di piacer e di contento.
Alla pompa già m’appresso
or superba di mia sorte
nel vederti a me consorte
coll’amor del genitor.
Polibio
Dell’ara v’appressate, o figli al piede,
eterno qui vi unisca amore e fede.
Lisinga e Siveno
(dinanzi all’ara)
Questo cor ti giura amore,
mia speranza, mio tesoro.
Per te sol, che tanto adoro,
sì, fedel ognor sarò.
Siveno
Caro bene.
Lisinga
Sposo amato...
Lisinga e Siveno
Questo cor ti giura amore,
mia speranza, mio tesoro.
Per te sol, che tanto adoro,
sì, fedel ognor sarò.
Siveno
Sì, mia vita, sarai
sempre com’or tu sei
la delizia, il piacer de’ giorni miei.
Lisinga
E se di questo petto
la pura fé, l’affetto
o scemarsi, o cangiar potessi mai
mi detesti il tuo cor quant’io t’amai.
Polibio
(scendendo dal trono)
Figli non più: felici in questo giorno
alfin voi siete. Io sento
compita la mia gioia in tal momento.
Lisinga
Se per te liena io sono
deggio vivere a te.
Siveno
Indivisi gli affetti
con lei serbo, o signor. M’avrai nel regno
genero, figlio, difensor, sostegno.
Polibio
Ah cari figli...
Lisinga
Padre, sospiri?...
Siveno
Forse pentito sei!
Polibio
No, v’ingannate.
Altra cagion di duol
m’agita il seno.
Lisinga
Parla, che mai t’affanna?
Polibio
Demetrio, de’ Siri Re potente,
a me spedì messaggio e ricchi doni,
e mi chiede Siveno...
Siveno
O ciel!
Lisinga
Lo spera invano...
Polibio
E’ questa, o figli, sol del mio dolore
l’aspra cagione che mi strazia il core.
Siveno
No, non temer, sì vil non è Siveno,
io primo l’armi impugnerò.
Lisinga
Nel campo
formidabil sarò con lui ognora,
dolce mi fia per voi la morte ancora.
Sempre teco ognor contenta
t’amerò mia dolce speme.
Stringe amor le mie catene.
Non temer: avrem vittoria
e la Persia esulterà.
Siveno
Sì mio ben, quest’alma amante
per voi sol respirerà.
Polibio
Più fatale e fiero istante
no, di questo non si dà.
Lisinga
(Qual eccesso di tormento
vo soffrendo, oh Dio! nel core.)
Goderemo in sen d’amore
la più gran felicità.
Siveno
(Non turbar si bell’ardore,
giusto cielo, per pietà.)
Polibio
(Sono oppresso dal timore,
vacillando il cor mi va.)
(Parte Lisinga con i Grandi del regno)
Siveno
Che pensi, o padre! e non seguiam Lisigna?
Polibio
Figlio, non sai quanto il mio cor tormenti
di perderti il timor.
Siveno
Deh cessa, o padre,
da sì tristi pensier: di questo giorno
non perturbar la gioia.
E’ giusto il ciel, né di sinistro evento
con noi crudel sarà: ch’anzi difesa
vorrà farsi al mio uopo, e assister pronto
al mio benefattor... lo spero...
Polibio
Ascolti
i nostri voti il Cielo,
e per gaudio comune in dolci modi
renda sempre più saldi i vostri nodi.
(Partono)
Gran piazza con veduta del palazzo reale.
|