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Vincenzina Viganò Mombelli
Demetrio e Polibio

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  • ATTO PRIMO
    • Scena quinta. Lisinga in atto di riposarsi, indi Eumene da una porta laterale seguito da’ suoi, tutti armati e con faci ardenti
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Scena quinta. Lisinga in atto di riposarsi, indi Eumene da una porta laterale seguito da’ suoi, tutti armati e con faci ardenti

 

Lisinga
Mi scende sull’alma
un dolce sopore;
io poso; ma il core
posar più non sa.

Eumene
Fermatevi.
Io sol m’inoltrerò. Contento io sono;
il ciel mi porge l’opportuna sorte;
ecco Siven nel sonno immerso; vieni,
mia diletta speranza...

Lisinga
E quale ardir! pietà, soccorso, aita...

Eumene
Ingannato mi son; oh rabbia!
Non sei tu quel che cerco;
ma se non sei Siveno,
vieni meco per lui ostaggio almeno.

Lisinga
Ohimè, crudel, che tenti,
ah vile traditore...

Eumene
Mi segui, o il mio furore
tutto su te cadrà.

Lisinga
Mi lascia.

Eumene
Invan lo speri.

Lisinga
Sposo, tradito sei...

Eumene
Ardir, amici miei...

(Incendiano da varie parti.)

Lisinga
Padre soccorso, oh Dio!
Salvami per pietà.

Siveno e Polibio
(vedendo il passo impedito dal fuoco)
Stelle, che veggio, o Dei,
oh nero tradimento!

Eumene
Or più le furie sento
per lor tu trema ancor.

Lisinga
Barbaro, orror mi fai,
mostro di crudeltà.

Eumene
La pena pagherai
col giusto mio rigor.

Siveno, Polibio e Coro
(crescendo sempre il fuoco)
Ovunque è chiuso il passo,
più scampo a noi non resta.
Numi, che pena è questa,
che notte di terror?

Lisinga ed Eumene
Che fiera angoscia è questa.
mi si divide il cor.

Lisinga
Se voi ancor mi udite,
le voci mie seguite;
il cor mancar mi sento,
io moro... che dolor!
(sviene fra le braccia di Eumene)

Eumene
Si compia; omai venite,
l’ardire mio seguite;
in si fatal cimento
trionfi il mio valor.
(conducendo via Lisinga)

Polibio
Guardie, deh! mi seguite,
da questa parte, udite...
ancor sua voce sento
che lacera il mio cor.

Siveno
Miei fidi, ohimè! sentite!
Non v’è più tempo, udite...
questo è crudel tormento
che lacera il mio cor.

Coro
Tutto ci fa spavento;
ah salvati, signor.

 




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