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Salvatore Cammarano
Poliuto

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  • ATTO PRIMO - IL BATTESIMO
    • Scena prima. Coro, Nearco, Poliuto, poi Paolina
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ATTO PRIMO - IL BATTESIMO

 

Scena prima. Coro, Nearco, Poliuto, poi Paolina

 

CORO

A

Scendiam ...

 

B

Silenzio ...

 

A

Silenzio ...

 

B

Immerso,

tutto nel sonno è l'universo ...

 

A

Da questo ignoto,

profondo speco a

Palesarci non sorga un'eco.

 

TUTTI

Ancor ci asconda un velo arcano

all'empio ferro che ne minaccia.

Il giorno forse non è lontano

che fra i martiri al mondo in faccia,

per, noi la prece,

con labbro esangue,

al Re de' cieli s'innalzerà:

E più del labbro, il nostro sangue

del Dio vivente favellerà.

 

NEARCO

Tu sei commosso!

 

POLIUTO

È ver ... Sul capo mio l'onda

che terge dall'antica macchia

fia sparse in breve... Un sacro

terror m'investe!

 

NEARCO

Di terror che parli?

Quei che t'apre le braccia,

ostia di pace s'offerse,

e pace ei dona

nell'alma in cui discende.

 

POLIUTO

Io n'ho ben d'uopo!

Da procellosi affetti

è sconvolta la mia.

 

NEARCO

Poliuto!

 

POLIUTO

Velen di gelosia

mi freme il cor!...

 

NEARCO

Fia vero ...

 

POLIUTO

Dir la parola,

intendere il pensiero mal può

di quanto amor la mia consorte

amava ... ed amo...

Di tristezza ingombra

talor la vidi, e tacito le guance

solcarle amaro pianto:

a lei ne chiesi; con labbro incerto

mendicò ragioni,

che fur pretesti.

A Callistene spersi

il mio pensier geloso,

e d'un rivale anch'ei sospetta.

 

NEARCO

Ah! Chi nomasti? Taci.

Ministro d'un culto iniquo,

ben costui le parti tutte ne adempie!

Di virtù severa

specchio è la tua consorte.

Calmati... cessa.

Il momento s'appressa

il momento solenne!

A Dio ti volgi,

e quel soccorso implora,

che invan giammai non fu richiesto.

 

POLlUTO

Io piego la fronte nella polve ...

... e gemo ... e prego.

D'un'alma troppo fervida

tempra, buon Dio, gli affetti...

Tu che lo puoi, tu dissipa

gli orrendi miei sospetti ...

Nel combattuto cuore

t'inebrii il mio favore,

né più lo scuota un palpito

che indegno sia di te ... Ah, amor!

 

(Partono. Entra Paolina, sola.)

 

PAOLINA

Ove m'inoltro?

Qual tremendo speco!

Ah! Vano il mio sospetto

non fu!

Qui certo han loco

i sanguinosi altari,

e le vietate orribili adunanze

di lor, che Dio si fer un uom.

Lo sposo Anch'egli dunque?

O morte, rapito m'hai l'amante,

ora il consorte bieca sogguardi! ...

Gente s'appressa!...

 

(Entra Nearco, seguito da un

drappello di Cristiani)

 

NEARCO

Fin, che si compia il rito

cauti vegliate della rupe il varco.

In voi m'affido.

 

UN CRISTIANO

Non temer.

 

PAOLINA

Nearco?

 

NEARCO

Qual voce!

Che! traveggo!

Donna, tu qui?

 

PAOLINA

Sull'orme di Poliuto trassi.

Un dubbio, un fero dubbio è sorto

nel mio pensier ...

La santa religion degli avi osato

avria disdir?

 

NEARCO

Tu dici il vero.

 

PAOLINA

Numi!

 

NEARCO

Fatal mistero tu penetrasti!

Una recente legge non più d'esilio,

ma di pronta morte

i neofiti coglie!

La tua virtù fia pegno

del tuo silenzio,

ed il periglio estremo di Poliuto!...

Andar m'è d'uopo.

 

(Rientra)

 

PAOLINA

Io tremo!

 

POLIUTO

(dalla speco)

Infiamma quest'alma,

spirto di Dio,

che piena di speme a te ricovrò:

E il premio le serba

che avanza il desio,

pei nostri nemici preghiamo, Signor.

 

PAOLINA

Un turbamento arcano lo provo!..

Al cor mi scende

quella preghiera! È forza.

È forza ch'io m'atterri!

Oh! che mai sento! ...

Fin pei nemici loro! Divino accento!

Di quai soavi lagrime

aspersa è la mia gota!...

Qual mi ricerca l'anima

dolce potenza ignota! ...

Somiglia alla speranza ...

L'umana gioia avanza ...

Par che dal ciglio infranto

mi cada un fosco vel!...

Par che il devoto canto

ritrovi un'eco in ciel!

 

(Entrano Poliuto e Nearco

quindi gli altri cristiani)

 

NEARCO

Mira...

 

POLIUTO

Donna!...

 

PAOLINA

Ah, sposo mio...

Di'... rispondi ...

Abbandonasti il tuo rito?

 

POLIUTO

Un vero Dio me raccolse.

 

PAOLINA

Ed obliasti qual rigor?

 

POLIUTO

Nol temo, nol temo.

Donde viene il periglio,

donde viene il terror?

 

(odesi lieta musica guerriera:

i cristiani ricompariscono.)

 

NEARCO

Un favorito del sommo imperator,

un più tremendo proconsol empio

in questo qui giunge,

e il suo braccio feroce ora

dal cor n'è sprone a carnefici nostri,

onde novelli s'inventino supplici.

 

POLIUTO

Io l'affronto il furore;

al lor pugnali già presento il sen.

 

PAOLINA

Ah! deh, taci! Al proconsole

e a mio padre più ancora

cela il segreto. Io pure il taccio.

 

POLIUTO

Che io rinneghi

quel Dio che tanto adoro!

 

PAOLINA

Taci, se m'ami!

Taci ... taci, se m'ami,

o di spavento,

o di spavento morrò!

 

POLIUTO

Oggetto de miei numi,

gentil pensier di me,

clemente fra gli eletti

Iddio ti chiama a sé.

 

PAOLINA

Ah! se tu m'ami, taci

Piangendo chieggo a te.

Lo sdegno lor paventa,

Lo sposo salva a me,

Paventa il loro sdegno!

 

NEARCO, CRISTIANI

Nell'ombra e nel silenzio

volgiamo amici il piè, ...

Poter un Dio clemente

farà trionfar la ecc.

 

POLIUTO

Oggetto de miei numi,

gentil pensier di me,

clemente fra gli eletti

Iddio ti chiama a sé, ecc.

 

PAOLINA

Se tu m'ami, Ah, taci,

piangendo chieggo a te,

lo sposo salva a me, ah, si, ecc.

 

UN CRISTIANO

Omai da lunge

nell'immense pianure

brillan le insegne

di romane legion.

 

NEARCO

Il proconsol s'avanza

del alto Imperator:

Qui Severo giunge armato.

 

PAOLINA

Ah! Severo!... E combattendo

ei sul campo non mori?

 

NEARCO

Egli vive.

 

PAOLINA

O ciel! ... che sento?

Ah! Egli vive! Severo? Ah!

Perché di stolto giubilo mi balzi,

o cor, nel petto? ...

Vive l'amato oggetto,

ma spento egli è per me!

Condanna questi palpiti

il mio dover ... la sorte ...

Il palpito di morte

meglio s'addice a te.

(Partono)

 




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