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Andrea Leone Tottola
Gabriella di Vergy

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  • ATTO PRIMO
    • Scena terza. Raoul, dopo essersi assicurato di star solo, si alza la visiera
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Scena terza. Raoul, dopo essersi assicurato di star solo, si alza la visiera

 

RAOUL
Respiro alfin! Oh, fortunato inganno,
quanto ti debbo! A riveder colei,
ch'è de' pensieri miei tormento e meta,
tu mi apri il varco. Ah, Gabriella, in vita
sol fra tanti perigli io mi serbai
per rivederti, e i tradimenti tuoi
rinfacciarti, crudel! ... Voglio a me innanzi
vederti impallidir, tremar, languire,
chiamarti infida e a' piedi tuoi morire.
Ma che dissi? E dove mai
tu mi traggi, o idea fallace?
Arse l'empia ad altra face;
spento è in lei l'antico ardor.
Dolce speme che in core mi resti,
per te sola qui sfido la morte,
sol vederla e divider sua sorte,
o morire d'amore e di !
Ma se udrò dal tuo labbro spergiuro
che altro affetto nutriva il tuo core,
io non so qual eccesso d'amore
tenterà questo oppresso per te!
(nel vedere che qualcuno si appressa, abbassa
la visiera e si ritira)




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