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P. Jesús María Lecea, Sch. p
Il nostro vivere la cittadinanza evang. oggi come donne...

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  • D)      Nell’oggi del terzo millennio
    • LA CHIAMATA DELL' INCULTURAZIONE E LA SUA RICERCA
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LA CHIAMATA DELL' INCULTURAZIONE E LA SUA RICERCA

 

Da molto tempo si parla di inculturazione e conosciamo bene le diverse impostazioni, i progressi e le difficoltà che s'incontrano in questo cammino. Seguiamo con l'impegno che segnalò Paolo VI quando avvertì che "una fede che non si fa cultura, non sarà una fede viva ed operosa". Con spinta provocatoria si continua ad insistere, senza tregua, nella necessità reciproca di un'inculturazione del Vangelo e di un'evangelizzazione della cultura. L’inculturazione non è solo un tema che deve interessare chi va fuori dal suo paese e s'incorpora in una nuova realtà, in un'altra cultura differente dalla sua. L’inculturazione è un fatto che accompagna la vita delle persone e dei gruppi in ogni situazione culturale, anche dentro la propria cultura d'origine. I cambiamenti culturali del proprio ambiente costituiscono una sfida d'inculturazione: uno può vivere disinculturato anche nella propria patria.

Oggi, insieme al particolarismo, che vive un momento forte di affermazione a causa dei regionalismi geografici o culturali, dei  nazionalismi e fenomeni simili, possiamo anche parlare di una cultura mondiale. Pensiamo ai giovani (modo di vestire, musica, simboli ...). Questa cultura "mondiale" ha tanti elementi oscuri, negativi, visti come minaccia ai valori della tradizione, ma possiede pure elementi positivi d'opportunità. Non è da condannare nella sua globalità. Inculturata in questa cultura "mondializzata", con una chiara conoscenza e con occhio critico, la vita religiosa può essere un punto di riferimento per la liberazione personale da tanti bisogni fittizi e per l'impiego intelligente delle energie a favore della persona umana, troppo spesso avvolta in un intontimento generalizzato. "Il cristiano non è una figura di negazione, di rifiuto, di ribellione, ma una persona che dice sì, che sostiene il mondo, le cose, la vita. Questa è la prima felicità del cristiano".

 

 

 




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