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L'AMORE CONCRETO
VERSO I POVERI
La vita religiosa continua
a muoversi in questa direzione del servizio ai poveri. Lo fa con la presenza di
sempre; alcune volte togliendo cose considerate inadeguate, altre con presenze
nuove, nonostante la scarsità di mezzi e soprattutto di personale, a causa
dell'invecchiamento e della mancanza di vocazioni. Il cammino verso i poveri
non è un cammino nuovo per la vita religiosa. Caratteristica di novità invece
rivestono le decisioni di lasciare altre cose, che finora sembravano
indispensabili (prestigio, influenza, approvazione sociale…), per andare
incontro ai poveri.
Nessuna difficoltà impedisce oggi che si valorizzi
sempre più l'irrinunciabile ricerca nel servizio dei poveri. Questo tema sarà
sempre la pietra d'inciampo per l'incontro con il Signore (Mt 25,
31-46). Ce lo ricorda con forza la NMI quando spinge ad andare oltre ciò che
già si è raggiunto, con un amore concreto verso i poveri. Il capitolo 25 di San
Matteo, che mette in scena il giudizio di Dio sulle nostre vite, non "è un
semplice invito alla carità, ma è una pagina di cristologia che illumina il
mistero di Cristo. Su questa pagina, la Chiesa verifica la sua fedeltà come
Sposa di Cristo, non meno importante che nell'ambito dell'ortodossia".
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