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Giuseppe Gioachino Belli
Sonetti romaneschi

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1318. La povera Terresa

 

Ar véde1 una racchietta2 accusí bbella
de ventun anno e mmanco3 bben compito
piaggne4 tanto la morte der marito
che gguasi5 lla lassò mmezza zitella,

 

io che, nnun fo ppe ddí,6 ssò7 un’animella8
me sentii tutto quanto intenerito,
e mme messe9 a studià cquarche ppartito
c’arilegrassi10 un po’ sta vedovella.

 

In poco tempo a ffuria de conforti
perzuasi la povera Terresa
che ssò mejjo li vivi de li morti.

 

Ecco spiegati li mi’ gran dilitti.
Semo arrivati a un tempo che la Cchiesa
condanna puro11 er conzolà llaffritti!12

 

27 giugno 1834

 




1 Al vedere.

2 Giovanetta fresca e ben disposta.

3 Nemmeno.

4 Piangere.

5 Quasi.

6 Non fo per dire.

7 Sono.

8 Di cuor tenero.

9 Mi misi.

10 Che rallegrasse.

11 Pure.

12 La quarta opera di misericordia spirituale.

 

 






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