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Giuseppe Gioachino Belli
Sonetti romaneschi

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1380. L’anime

 

L’anime cosa ? ssò spesce1 d’arie.
Dunque, come a li piani e a le colline
se danno2 l’arie grosse e llarie fine,
sce3 llanime fine e llordinarie.

 

Le prime ppe li Re, le Reggine,
li Papi, e le perzone nescessarie:
quell’antre4 poi de qualità contrarie
ppe la ggente da contà a dduzzine.

 

Pe sto Monno la cosa è accommidata;
ma in quell’antro5 de llà cc’è ggran pavura
che sse svòrtichi6 tutta la frittata.

 

Perché Ccristo, e Ssan Pietro er zuguardiano,
s’hanno d’aricordà ffin ch’Iddio dura
che cchi li messe7 in crosce era un zovrano.

 

9 dicembre 1834

 




1 Sono specie.

2 Si.

3 Ci.

4 Altre.

5 Altro.

6 Si rivolge.

7 Mise.

 

 






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