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Giuseppe Gioachino Belli
Sonetti romaneschi

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1399. La sscerta1 der Papa

 

ffornasciaro,2 , ssò ffornasciaro,
un cazzaccio, un tufo,3 un cojjone:
ma la raggione la capisco a pparo
de chiunque sa intenne4 la raggione.

 

Sscejjenno5 un Papa, sor dottor6 mio caro,
drent’a ’na settantina de perzone,
e mmanco sempre tante, è ccaso raro
che ssazzecchino in lui qualità bbone.

 

Perché ss’ha da creà ssempre un de loro?
perché oggni tanto nun ze7 fa ffilisce
un bravomo che attenne8 ar zulavoro?

 

Mettémo caso:9 io sto abbottanno10 er vetro?
entra un Eminentissimo e mme disce:
«Sor Titta,11 è Ppapa lei: vienghi12 a Ssan Pietro».

 

22 dicembre 1234

 




1 Scelta.

2 Fornaciaio: fabbricatore di vetri.

3 Sono un insipido, uno stolidone.

4 Intendere.

5 Scegliendo.

6 Titolo che si a chi sputa sentenze.

7 Non si.

8 Attende.

9 Mettiamo caso: supponiamo.

10 Abbottando.

11 Giambattista.

12 Venga.

 

 






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