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Giuseppe Gioachino Belli
Sonetti romaneschi

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1408. Le crature

 

Voi sentite una madre. Ammalappena1


la cratura2 c’ha ffatta ha cquarche ggiorno,
ggià è la prima cratura der contorno,
e ssi jje3 dite che nun è, vve mena.

 

Conossce tutti, disce tutto, è ppiena
d’un talento sfonnato, è ffatta ar torno,4
va cquasi sola, è ttosta5 come un corno,
e ttantantri6 prodiggi ch’è una sscena.

 

E sta prodezza poi sarà un scimmiotto,
tonto,7 mosscio, allupato, piaggnolone,
pien de bbava e llattime e ccacca-sotto.

 

A le madre,8 se sa,9 li strilli e ’r piaggne10
je pareno ronnò11 dde Tordinone.12
Le madre ar monno ttutte compaggne.

 

26 dicembre 1834

 




1 Appena.

2 Creatura.

3 Se le.

4 Tornio.

5 Dura.

6 Altri.

7 Stupido.

8 Madri.

9 Si sa.

10 Il piangere.

11 Paiono rondò.

12 Tor-di-Nona: teatro regio di Roma.

 

 






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