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Giuseppe Gioachino Belli
Sonetti romaneschi

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1461. La mormorazzione

 

Avete inteso cos’ha ddetto er frate?
«Chi mmormora, fijjoli, va a l’inferno».
Dunque, cristiani mii, si1 mmormorate,
ve scallerete er culo in zempiterno.

 

Se2 vede arricchí un omo in duggiornate?
Ecco come se disce: ha vvinto un terno.
Sentite un antro3 a ddí bbuscíe4 l’istate?
Ebbè, ddirà la verità stinverno.

 

Quel’impiegato tradirà l’impiego.
È sseggno che nn’ha avuta la liscenza,
perché onore e sservizzio è ttroppo sprego.

 

Che ffarà, pper esempio, er zor Maccario
chiuso llà ddrento co la sora Ortenza?
Ggnente de male: dicheno er rosario.

 

24 gennaio 1835

 




1 Se.

2 Si.

3 Altro.

4 Bugie.

 

 






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