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Giuseppe Gioachino Belli
Sonetti romaneschi

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1477. Er parchetto commido

 

Le commedie nun mmica funzione,
quilibbri, pantomine e bball’in corda,
che le possi capí lla ggente sorda
sibbè stanno1 lontano dar telone.

 

E ppe cquesto la sera a Ppalaccorda2
pijjo er pparchetto de dietro ar violone
dove se3 sente comichi e ssoffione4
e sse gode l’orchestra quannaccorda.

 

Quer parchetto lo chiameno er prosscenico,
pe vvia5 che sta da un de li ducapí
der teatro, viscino ar parcosscenico.

 

E mmica è vvero che nun ce se capi,6
perch’io, lei,7 Toto,8 Meo,9 Bbiascio e Ddomenico
sce stamio10 tutt’e ssei com’e ssei Papi.

 

3 febbraio 1835

 




1 Sebbene stando.

2 Teatro inferiore di Roma.

3 Si.

4 Suggeritore.

5 Pel motivo.

6 Non ci si capisca.

7 Mia moglie.

8 Antonio.

9 Bartolommeo.

10 Ci stavamo.

 

 






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