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Giuseppe Gioachino Belli
Sonetti romaneschi

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1513. La ggiustizzia der Monno

 

La ggiustizzia è pper povero, Crestina.1


Le condanne pe llui ssempre pronte.
Sai la miseria che ttiè scritto in fronte?
Questa è ccarne da bboja; e ccindovina.

 

N’averò vvisti annà a la ghijjottina
da venti o ttrenta, tra er Popolo e Pponte.2
Ce fussi stato un cavajjere, un conte,
un monziggnore, una perzona fina!

 

Quantunque, fijja, a rripenzacce3 sopra,
povero Papa, nun ha ttanto torto
si co cquelli er marraccio4 nu l’addopra.

 

Forzi5 lui voría fajjela6 la festa;
ma bbuttería la spesa de straporto:7
se gghijjottinà cchi nun ha ttesta?

 

8 aprile 1835

 




1 Cristina.

2 Piazze sulle quali sino agli ultimi anni si è eseguita la giustizia. Ora le esecuzioni han luogo in Via de Cerchi, che corre parallela al lato esterno settentrionale dell’antico Circo Massimo, nella valle fra l’Aventino e il Palatino, bagnata una volta dal Velabro maggiore. Ed ivi ben conviene la punizione de’ misfatti dove fu da’ Romani compiuto il primo delitto: il ratto delle Sabine.

3 Ripensarci.

4 Scure.

5 Forse.

6 Fargliela.

7 Trasporto.

 

 






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