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Giuseppe Gioachino Belli
Sonetti romaneschi

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1551. Cristo a la Colonna

 

Er Redentor Gesú, sotto le bbraccia
de quelli manigordi senza fede,
dite che ddiventò dda cap’a ppiede
una spesce1 d’un pezzo de carnaccia.2

 

Uhm, ar vede3 la colonna che sse4 spaccia
pe cquella vera llí a Ssanta Presede,5
sarà stato in ner petto e in ne la faccia,
ma in tutt’er corpo nu lo posso crede.

 

Ce starò6 ppe la panza e ppe la schina,
pe bbracc’e ffianchi e ppe le cossce puro,7
ma in tutt’er corpo , ssora Fermina.

 

Io so cc’a la colonna accostar muro
me sce mmisurato stammatina,
e armeno er culiseo8 stava ar zicuro.

 

19 maggio 1835

 




1 Specie.

2 Carne sanguinolenta di carogna che si vende per Roma a cibo di gatti.

3 Al vedere.

4 Si.

5 Nella chiesa di Santa Prassede sull’Esquilino, si vede la colonna della flagellazione. Giunge appena ai fianchi di un uomo.

6 Ci converrò.

7 Pure.

8 «Il diretano», con rispetto parlando.

 

 






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