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Giuseppe Gioachino Belli
Sonetti romaneschi

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1582. Er zervitor de lo Spaggnolo

 

, Mmonziggnore ha ppatriotti a ccena,
pe vvia1 ch’er lòro Re, ttra cquellorrori,
s’è ffatto un generale ch’è una sscena!
E ssai chi? La Madòn de li dolori.

 

Lui j’ha mmannato stindispaccio.2 Fori:3
A SsuEccellenza Maria grazzia-prèna;
e ddrento poi: Menate, addio. — Che onori!
Menate! E llei, c’ha sette spade, mena.

 

Come sarebb’a ddí? rridi, Bbennardo?
Ma ssenti er resto; e, da povero coco,4
Bennardo mio, me chiamerai bbusciardo.

 

Ar general Madonna er Re bbizzoco
j’ha ddato un certo capitan Stennardo5
perché ccommanni l’esercizzie6 a ffoco.

 

16 ottobre 1835

 




1 Pel motivo.

2 Questo dispaccio.

3 Fuori.

4 Nel profferire queste parole, da povero cuoco, si dovrà porre la mano al petto in atto di giuramento.

5 Stendardo. E realmente il buon Carlo v nominò capitano lo stendardo de’ Sette Dolori.

6 Perché comandi gli esercizi.

 

 






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