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Giuseppe Gioachino Belli
Sonetti romaneschi

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1667. Li vitturini de piazza

 

«Come va, ppadron Peppe?» «Affari neri,
padron Chiumella. Se ne fanno pochi.
Questo nun è ppaese da cucchieri:
questo è ppaese da puttane e ccochi».

 

«Hai raggione. Io sto cqui da l’antro1 jjeri
che straportai2 quer branco de bbizzochi
pe ccinquanta bbajocchi a VvillArtieri3
ar Vorto-santo4 e in tre o cquattrantri lochi».

 

«E io? Quanno che stacco a la rimessa,
disce: “C’hai fatto?” “Ho fatto un accidente”;5
e ’ggni ggiorno stantifona è l’istessa.

 

«Siggnore, eccheme6 cqua: vvò7 ccarrettella?
ccarrozza eh sor E». «Moàh Peppe ggnente
«Nu l’hai visto da te? ggnente, Chiumella».

 

23 settembre 1835

 




1 Dall’altro.

2 Trasportai.

3 A Villa Altieri.

4 Al Volto-santo.

5 Nulla.

6 Eccomi.

7 Vuole.

 

 






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