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Giuseppe Gioachino Belli
Sonetti romaneschi

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1704. Er convalisscente

 

Filiscissima notte a llòr ziggnori.
Come va er zor Cristòfino? ha sfebbrato?
Oh mmanco male, via. E li dolori?
Sia laudato Ggesú ssagramentato!

 

Se entrallo a vvedé?1 Ss’è appennicato?2
Zitto dunque: , nnò, stamo cqui ffori;
e vve possi dormí ssenza rimori3
quínisci ggiorni e ppiú ttutt’in un fiato.4

 

, vve lo posso , ssora Grigoria:
io quell’omo l’ho vvisto e nun l’ho vvisto.5
Bbasta, oramai se 6 ccantà vvittoria.

 

In zei ggiorni j’ho ffatto tre nnovene,
dua a la Madonna e una a Ggesucristo.
Ma llòro poi se 7 pportati bbene.

 

8 ottobre 1835

 




1 Si può entrare a vederlo?

2 Appennicarsi è «addormentarsi leggermente: assopirsi».

3 Romori.

4 Tutti di seguito.

5 L’ho veduto in gran pericolo.

6 Si può.

7 Si sono.

 

 






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