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Giuseppe Gioachino Belli
Sonetti romaneschi

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1729. L’urtimo bbicchiere

 

Dunque la fin der pranzo nu la sai?
Un po’ ppiú sse1 pijjaveno a ccazzotti.
Pena mezza parola se 2 rrotti
che gguai a llui si cciaritorna,3 guai!

 

«», strillava er padrone, «, mmai, mai:
caluggne de vojantri patriotti:4
li Dottori stati ommini dotti,
e Ggesucristo j’è obbrigato assai».

 

E cquello risponneva: «Eh, Monziggnore,
abbadi come parla. Io nun 5 aretico,
ma ppoteva sbajjà ppuro6 un Dottore».

 

«Che?», rrepricava l’antro:7 «ggnente, ggnente:
lei, siggnore, è un gismatico,8 è un asscetico,9
un uteràno10 marcio, un biscredente».11

 

5 novembre 1835

 




1 Si.

2 Si sono.

3 Se ci ritorna.

4 Di voi altri settari.

5 Non sono.

6 Pure.

7 L’altro.

8 Scismatico.

9 Scettico.

10 Luterano.

11 Miscredente.

 

 






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