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Giuseppe Gioachino Belli
Sonetti romaneschi

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1731. Er pranzo da nozze

 

Sentite cosa avessimo1 da pranzo.
Zzuppa a mminestra cor brodo di pollo
der pollo allesso: arrosto di ripollo...2
Ah, un passo addietro: ci fu ppuro3 ir manzo.

 

Pessce fritto pescato a pporto d’Anzo4
co ggobbi e ppezzi de merluzz’a mmollo:
ummido d’un crapetto5 senza ir collo,
c’affogò6 ttutti e nnarrestò7 d’avanzo.

 

Una pizza, un cappone di galerra,
che ppellommini nostri fu una cosa
che cci saríano annati sotto terra.

 

Frutti, miggnè,8 ’na frittata roggnosa,
cascio e fformaggio;9 e tterminò la guerra
s’un piattón di confetti de la sposa.

 

6 novembre 1835

 




1 Avemmo.

2 Pollo nuovamente: altro pollo.

3 Pure.

4 Anzio.

5 Capretto.

6 Che satollò esuberantemente.

7 Ne restò.

8 Bigné.

9 Cacio e formaggio. Il popolo chiama cacio quel del latte della pecora, il pecorino nostrano, e nome di formaggio al parmegiano, ossia lodigiano.

 

 






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