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Giuseppe Gioachino Belli
Sonetti romaneschi

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1762. [Er còllera mòribbus]

14°

 

Zíttete llí, sboccato: 1 pparole
da dísse2 queste ccusí a la sicura?
Nu lo sai che qui pparleno le mura?
Ma cche davero3 vòi ggiucatte4 er zole?

 

Si tte5 sente quarcuno che jje dole,
poverettaccio te! Nun hai pavura
che tte mannino a Ttermini6 addrittura,
a ggiucà cco le pale e le cariole?

 

Te ne voannà ttu ppuro7 in ne la schiera
dell’antri8 galeotti esercitanti
a ffà la priscissione per collèra?

 

Eppuro9 l’hai veduti tutti quanti,
incatenati, a rritornà in galera
co cquattro torce e ’r croscifisso avanti.10

 

20 agosto 1835

 




1 Sono.

2 Da dirsi.

3 Davvero.

4 Vuoi giuocarti.

5 Se ti.

6 Termini è il nome della piazza ove sorgono le rovine delle Terme di Diocleziano.

7 Te ne vuoi andar tu pure.

8 Degli altri.

9 Eppure.

10 La funzione che qui si ricorda è di storica verità. I galeotti ebbero gli esercizi di penitenza onde ottenere da Dio pietà per loro e per noi. Nell’ultimo giorno delle sacre funzioni ricevettero tutti la eucaristia, nel forte S. Angiolo, e quindi così santificati furono ricondotti processionalmente e in catene al loro bagno ne’ vecchi granai dell’Annona alle Terme.

 

 






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