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Giuseppe Gioachino Belli
Sonetti romaneschi

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1763. [Er còllera mòribbus]

15°

 

Ce 1 arfine arrivati finarmente
a ffà ttutte l’usanze a la francese.
Nun z’ha da seppellí ppiú nne le cchiese
la carne bbattezzata de la ggente!

 

Antro che mmó2 sta Pulizzia fetente
s’è accorta che pproggiudica3 ar paese?
E ddar tempo d’Adamo all’antro mese,4
cosa j’aveva fatto? un accidente?

 

Vedé bbuttà li poveri cristiani,
li nostri padri, le nostre crature5
ner campaccio, per dio, come li cani!

 

Pe la moda e le su’ caricature,
s’ha da mette6 la lègge a li Romani
de spregà ttante bbelle sepporture!

 

21 agosto 1835

 




1 Ci sono.

2 Altro che ora, solamente adesso.

3 Arreca pregiudizio.

4 È circa un mese che il terrore del cholera ha fatto finalmente riconoscere il reo pregiudizio, per cui la inumazione nei cimiteri si riguardava come una empia profanazione.

5 Creature.

6 S’ha da mettere.

 

 






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