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Giuseppe Gioachino Belli
Sonetti romaneschi

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1769. [Er còllera mòribbus]

21°

 

È una sscena! Cqua oggnuno ha er zusegreto.
Chi vvò1 er cannello, chi vvò la patacca,2
chi er làvudon,3 chi er thè, chi una casacca
de fanella,4 chi er vischio de l’abbeto:5

 

uno canfora, uno ojjo, e un antro6 asceto:
questo che sse dormi7 cona vacca:
quello disce ch’er male nun zattacca
a le donne che in corpo abbino er feto...8

 

Sta vertú cche ppò avé la gravidanza
ha ccressciuta la rabbia in ne le donne
de fasselo9 infilà ddrent’a la panza.

 

Per cui mariti, amichi e confessori
nun arriveno a ttempo a ccorrisponne10
a ttante ordinazzione de lavori.

 

settembre 1835

 




1 Chi vuole.

2 La moneta.

3 Il laudano.

4 Di flanella.

5 Dell’abete.

6 Un altro.

7 Si dorma.

8 Pronunciasi colla e stretta.

9 Di farselo.

10 Corrispondere.

 

 






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