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Giuseppe Gioachino Belli
Sonetti romaneschi

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1801. Un quadro d’un banchetto

 

Ve vojjo ariccontà, ssora Pressede,
un bèr quadro c’ho vvisto stammatina.
C’era un vecchio sdrajato, e stava a vvede1


co un zacco d’occhi2 a ppassce3 una vaccina.

 

E ccera puro4 un giuvenotto a ssede
co un ciufoletto a ffà una sonatina,
che in testa e ddar carcaggno d’oggni piede
je spuntava un par d’ale de gallina.

 

Mentre che gguardo... sento un mommorío:5
m’arivorto,6 e un Ziggnore tosto tosto7
disce: «Chi è sta vacca, core mio?».

 

E una siggnora, che jje stava accosto
ppronta pronta j’ha arisposto: «Io».
E vvoi cosa averessivo8 risposto?

 

24 febbraio 1836

 




1 A vedere.

2 Con una infinità d’occhi.

3 A pascere.

4 Pure.

5 Mormorio.

6 Mi rivolgo.

7 Duro duro, serio serio.

8 Avreste.

 

 






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