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Giuseppe Gioachino Belli
Sonetti romaneschi

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1806. Er fatto de la Con v’entri1

 

Oh cquesto , nnun dirò mai che Rrocco
sii omo da onore ar zupaese,
né un zanto da incenzallo pe le cchiese:
Rocco è un birbo, e sti tasti io nu li tocco.

 

Le mi’ parole nu l’avete intese.
Io discevo accusí cche ssenza un stocco
o antrarma un omo nun è ttanto ssciocco
d’annà a ffà er ladro a una mileda ingrese.

 

Tutta poi sta sparata s’è aridotta
a entrà ddrento a lo scuro, e sto gran male
a cquattro sgraffi e una camiscia rotta!

 

Eh vvia, queste ccause der cazzo:2
cose da pènne3 avanti ar tribbunale
d’un scopator segreto de Palazzo.

 

13 marzo 1836

 




1 Si vuole che Lady Conventry impiegasse Rocco, suo facchino di credenza, in altre più umane fatiche. Accaduta fra loro in una notte di febbraio 1836, una certa scena di percosse, nella quale Milady perdé due denti posticci, fu Rocco accusato di tentato assassinio. La verità al suo luogo.

2 Da nulla.

3 Da pendere.

 

 






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