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Giuseppe Gioachino Belli
Sonetti romaneschi

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1811. L’affare spiegato

 

Finarmente ho ssaputo com’è ito
er fatto che vvoi sempre ariccontate
de quer tale ch’entrò ttutto ferito
a Ssan Francesco, e nun ze1 mosse un frate.

 

Furno2 diesci e nnò ssette cortellate,
e in tutte quante sce capeva un dito;
e io co stocchi mii l’ho arincontrate3
su la schina e li petti der vistito.

 

E è vvero che cchiedeva confessione
strillanno ajjuto ajjuto ché mme moro;
ma er convento a nun curre ebbe raggione.

 

Sissiggnora,4 per dio, n’ebbe d’avanzo;
perché è ccaluggna5 che stassino6 in coro:
queli servi de Ddio staveno a ppranzo.

 

16 marzo 1836

 




1 Non si.

2 Furono.

3 Le ho riscontrate.

4 signora dicesi tanto a femmine che a maschi.

5 Calunnia.

6 Stassero.

 

 






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